LA COLTIVAZIONE

Interventi ordinari

 

  Ripulitura annuale del sottobosco

Deve essere effettuata almeno una volta all'anno, meglio due, al fine di agevolare la raccolta delle castagne e favorire l'inerbimento naturale e la riduzione della competizione idrica. L'operazione può essere effettuata meccanicamente laddove le condizioni di spazio e di accessibilità per i mezzi meccanici sono tali da non incorrere in rischi di danneggiamento delle piante.

  Potatura

Questa operazione va ripetuta ad intervalli di non oltre 5 anni, al fine di mantenere ben illuminata ed equilibrata la chioma ed eliminare i rami danneggiati.

Indicativamente, è consigliabile organizzare la potatura del castagneto in modo da intervenire ogni anno su 1/5 delle piante esistenti. Per la protezione dei tagli così come per il trattamento del materiale di risulta, vale quanto già detto.

  Concimazione

La concimazione ordinaria dei castagneti con concimi di sintesi chimica non è ammessa.

  Sistemazioni irrigue

Gli interventi di manutenzione ordinaria delle opere di scolo delle acque devono essere eseguiti con la frequenza necessaria a garantirne il regolare funzionamento.

  Irrigazioni

Il ricorso a tale pratica è ammesso solo quando occorre far fronte a condizioni di perdurante siccità.

 

  Ripulitura del soprassuolo

E' necessario procedere alla eliminazione di:

  • tutte le altre specie arboree presenti nel castagneto, siano esse alberi o arbusti;
  • eventuali piante secche di castagno;
  • polloni e selvatici di castagno nati da seme, ad eccezione di quelli utilizzabili in qualità di portainnesti ed impollinatori;fra questi ultimi, verranno scelti e lasciati alcuni di quelli affetti da cancro cicatrizzante.

Le operazioni successive di taglio, sistemazione ed eliminazione del materiale residuo, andranno effettuate prima della ripresa vegetativa. Tale precauzione è necessaria per evitare danni ai ricacci delle ceppaie destinati all'innesto e per allontanare probabili focolai di infezione presenti nel legname abbattuto.

 

  Potatura

Va effettuata prima della ripresa vegetativa nei modi previsti dalle Prescrizioni di Massima e di Polizia Forestale e nel rispetto delle normative vigenti. Le modalità di potatura, necessarie per il recupero produttivo ed il miglioramento quali-quantitativo dei vecchi castagneti, prevedono tagli della chioma proporzionati alle condizioni vegetative della pianta (potatura leggera, media e forte) e, in alcuni casi, anche la capitozzatura, attraverso il taglio di tutte le branche principali, effettuato al di sopra del punto di innesto. Sarà necessario procedere alla eliminazione dei rami morti che verrà effettuata tagliando in corrispondenza del legno sano, tenendosi ad una distanza di 10-20 cm dalle parti morte; il materiale di risulta della potatura andrà allontanato subito dopo. I tagli andranno protetti con prodotti cicatrizzanti e protettivi, utilizzando possibilmente cere contenenti additivi biologici.

  Potatura

 

  Scelta dell'innesto

La scelta del tipo di innesto dovrà essere funzionale alla maggiore probabilità di attecchimento dello stesso. Il tipo di innesto che trova maggiore riscontro tra i castanicoltori della Comunità Montana Croce di Serra è quello a gemma ed anello per portainnesti con diametro nel punto di innesto non superiore a 2 cm (polloni di 1- 2 anni o giovani piante da seme), da effettuarsi in primavera ad una altezza di circa 1 metro.

  Scelta del materiale di innesto

Il materiale per l'innesto deve essere scelto con la cura necessaria a garantire la riuscita dell'operazione. A tal fine le gemme per innesti, dovranno essere prelevate da rametti di un anno, ben lignificati, appartenenti a piante sane o risanate. Tale operazione andrà effettuata quando la pianta è in succhio (primavera): le gemme si innestano subuto dopo il loro prelievo.

  Scelta delle varietà

Si dovranno utilizzare le varietà locali di maggior pregio commerciale prelevando il materiale di propagazione da piante madri possibilmente situate in località limitrofe a quelle di innesto.

  Trattamento dei tagli

La zona di innesto e gli eventuali tagli sui portainnesti devono essere protetti con prodotti cicatrizzanti al fine di contenere e ridurre i rischi di infezione.

  Cura dei polloni innestati

Per poter garantire uno sviluppo regolare dei polloni innestati si rendono necessari:

  • l'asportazione annuale dei ricacci dalle ceppaie e dal portainnesto;
  • la potatura di formazione delle piante innestate;
  • la sistemazione, una volta attecchito l'innesto, di idonei pali tutori (evitando quelli di castagno per ridurre i rischi di diffusione del cancro corticale);
  • la graduale eliminazione degli innesti soprannumerari e dei tirasucchi con rilascio di un solo pollone innestato per ceppaia. E' bene favorire la diffusione dei ceppi ipovirulenti del cancro corticale.

La diffusione dei ceppi ipovirulenti si consegue lasciando alcune delle piante innestate che risultano affette da cancro cicatrizzante (non mortale).

 

  Rinfoltimenti

In presenza di carie ove non sussistano polloni da innestare, è possibile procedere al trapianto di semenzali di castagno di un anno prodotti in vivaio, robusti, sani e vigorosi o in alternativa, potranno essere seminate alcune castagne ponendole a circa 10 m dalle piante di castagno preesistenti.

  Irrigazioni

Occorre realizzare o ripristinare, se non più funzionali, opere di scolo delle acque se lo smaltimento dell'umidità del terreno risulta insufficiente a garantire condizioni di salubrità per le piante.

Interventi straordinari