NUOVI CASTAGNETI

Si è già accennato alla cattiva utilizzazione di aree agricole limitrofe o addirittura contigue ai castagneti presenti nel comprensorio Croce di Serra. Occorre rilevare che, per ragioni diverse, legate per lo più a fatti congiunturali, ma anche a problemi di carattere fitosanitario, negli anni successivi alla seconda guerra, molte aree investite a castagneto, nel comprensorio, sono state disboscate per lasciare il posto a colture cerealicole, foraggiere o a pascoli.

Fortunatamente, soprattutto nel corso degli ultimi dieci anni, c'è stata una inversione di tendenza, legata, forse al rinnovato interesse per la castagna ma anche ai disagi che occorre affrontare per produrre cereali o foraggi in quelle aree, e cioè:

 

  • pendenza eccessiva dei campi tale da rendere difficili, costose e pericolose le operazioni colturali;
  • presenza di fauna selvatica, costituita prevalentemente da cinghiali, che devastano le colture in atto;
  • attuale crisi della zootecnia e, quindi, carenza di bestiame che utilizzi i pascoli presenti.

 

La riconversione produttiva di queste aree appare l'alternativa più probabile e si ritiene che questo processo favorirà lo sviluppo di nuovi castagneti, in funzione delle seguenti considerazioni:

 

  • in quelle aree sussistono le condizioni geopedologiche e climatiche ottimali per un ulteriore sviluppo della castanicoltura;
  • la castagna garantisce una maggiore redditività rispetto ad altre colture erbacee possibili in quelle aree;
  • la coltura del castagno da frutto può garantire una buona produzione di funghi e quindi un reddito aggiuntivo ed integrativo.

 

Occorre tuttavia procedere alla pulizia del sottobosco, manualmente, per evitare sia di distruggere i funghi già sviluppati sia di impedire alle spore, presenti nei primi strati della sostanza organica del terreno, di svilupparsi. Si auspica pertanto che questo processo di riconversione verso la coltura del castagno sia il più rapido possibile anche in relazione alla importante funzione di contenimento dell'erosione e dello smottamento dei terreni in pendenza.

Se consideriamo che attualmente la produzione di marroni nel comprensorio è di ca 1.100-1600 q.li, considerando una produzione media di 10-15 q.li/ha, formuliamo una stima credibile, considerando che le aree limitrofe ai castagneti, sottoutilizzate o male utilizzate, si estendono per una superficie di circa 100 ha, dicendo che la produzione potenziale può ragionevolmente superare i 2000 q.li.